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20 marzo 2015
by Redazione
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Almanacco 20 marzo. Due super super tifosi? Eccoli: John Adams “solo drummer” a Cleveland e Bill Hagy a Baltimore

Oggi l’almanacco del sito novarabaseball.it torna a parlare di tifosi nel baseball. E parla di lui, il mito, un uomo solo al tamburo: John Adams dei Cleveland Indians il quale per anni ha battuto per interi incontri un ritmo di guerra dei pellerossa, seduto da solo nella zona dei vecchi bleachers del Cleveland Municipal Stadium.  Trasferita la squadra al Jacobs Field il tamburo ha continuato a battere il ritmo di guerra (video). Intervista con John Adams (video).

A proposito: dove pensate abbia tratto ispirazione il film “Major League” a proposito dei tifosi seduti da soli coi loro tamburi nei bleachers degli scalcinati Indians? Guardate questo  video – vio ricordate chi è il commentatore? Bob Uecker “Mister Baseball”, cliccate le due parole nel riquadro “cerca-  un pò diverso con immagini da Major League (Video)

 

Nel corso degli anni 70, grande periodo per gli Orioles, la tifoseria di Baltimore era guidata da un tassista di nome Bill Hagy, che guidava il pubblico nello spelling della parola “O-R-I-O-L-E-S”! (video)

 

19 marzo 2015
by Redazione
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Almanacco 19 marzo. Curiosità padre-figlio in Major League.

Buona Festa del Papà a tutti i papà.

Oggi, quindi, almanacco dedicato alle coppie padre-figlio che hanno giocato nella post season della Major League.

Quante sono? Sono solo quattro.

Jim Bagby Senior (1920) e suo figlio Jim Junior (1946)

Paul “Dizzy”Trout (1940,1945) e suo figlio Steve (1984)

Mel Stttlemyre (1964) e suo figlio Todd ( 1989,1990,1991,1992,1993,1996,1998,1999)

Pedro Borbon Senior (1971,1973,1975,1976) e suo figlio Pedro Junior (1995)

16 marzo 2015
by Redazione
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Per il Baseball Novara comincia il precampionato.

Per il Baseball Novara sta arrivando il momento di calcare il terreno di gioco. I duri allenamenti invernali stanno infatti lasciando spazio alla prova del campo e la giovane compagine novarese che si sta allenando alle dipendenze del nuovo manager Richard Macias, coadiuvato nello staff tecnico da Corrado Portigliotti, Stefano Caglieris e dal preparatore Adriano Varalda, sarà attesa nei prossimi fine settimana da alcuni interessanti confronti.

E’ stata resa ufficiale infatti la partecipazione del club cittadino al 1° Memorial Gaetano Gerundino, organizzato a Bollate il prossimo weekend dalla titolata società di casa. I novaresi sfideranno nella formula del quadrangolare, su incontri da 7 riprese, prima proprio il Bollate (sabato 21 marzo alle ore 14) e poi, domenica mattina, 22 marzo, alle ore 10 il Senago e alle ore 13 il Rho.

Senago e Milano saranno test di tutto rispetto in quanto avversarie nel proprio girone di serie A federale (il Rho parteciperà invece al campionato di serie B) e quindi forniranno un primo segnale indicativo delle possibilità di ben figurare per la giovanissima formazione piemontese in un torneo che si profila estremamente duro.

Ricordiamo infatti che nel girone A del campionato di serie A federale il Baseball Novara affronterà pure le tre formazioni emiliane del Collecchio, del Crocetta Parma e dell’Oltretorrente, nonché i siciliani del Paternò Red Sox e il neopromosso Cus Brescia, formazione che parte con serie ambizioni di primato e contro la quale i ragazzi novaresi esordiranno in casa sabato 4 aprile.

Prima dell’impegno contro i bresciani, tuttavia, è prevista per sabato 28 marzo un’altra amichevole precampionato contro la formazione di serie B dell’Ares Milano, in sede e orari ancora da definire.

15 marzo 2015
by Redazione
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Almanacco 15 marzo. Tre fuoricampo, tre storie diverse. Lo Slugger Fradella, un homerun in poesia e il fuoricampo di Agostino Liddi a Novara nel 1971

Nell’almanacco di ieri abbiamo dato dimostrazione che Alex Liddi non è stato il primo giocatore di baseball “nato in Italia” ad aver giocato nella Major League. Un novarese, per la precisione nato ad Oleggio che dista 18 km da Novara , aveva preceduto  Alex Liddi giocando negli Yankees nel 1946. Carta canta. Ma il nostro Paolo Bossi ha trovato nel suo archivio del materiale molto interessante e tra questi uno score del 1971 che riguarda Agostino Liddi  il forte papà del fortissimo  Alex.

Di Paolo Bossi

Il fuoricampo è certamente un grande gesto atletico ma a volte, “ricamandoci” un po’ sopra, assume anche connotati per così dire aggiuntivi o curiosi. Ecco tre esempi, colti qua e là nella nostra storia.

Home run col “botto”  – Jim Fradella è stato il più grande fuoricampista del Novara e di lui abbiamo scritto poco tempo fa, citando anche  l’home run da record battuto a Bollate, nella prima triplice vittoria novarese nella massima serie. La pallina andò a distruggere un vetro di una lontanissima auto. Ecco una particolare “cronaca” stilata, sotto forma di richiesta di risarcimento danni, dal malcapitato proprietario della vettura (di cui abbiamo cancellato i dati identificativi).

Home run col botto

Home run… in versi – Il suo HR, inteso come gesto sportivo nel senso più ampio possibile, è lungo… ben più di quello di Fradella. Infatti dura da 45 anni. Tanto misura la carriera sportiva novarese di Beppe Guilizzoni. La bandiera del Novara Baseball era – a cavallo degli anni 60-70 e dopo un glorioso passato milanese sui diamanti – pur sempre un forte giocatore, oltre che animatore dell’intero movimento. Grintoso in campo e fuori? Bastava questo per ispirare i versi del grande Renato Germonio da Torino, che agli amici novaresi  si rivolgeva spesso in poesia. Una delle tante, indirizzata al sottoscritto, terminava così: “Salutami…  il feroce Guilizzoni, menatore di bastoni;  che se batte, senza scampo, ti produce il fuori-campo”. Il manoscritto originale ha una quarantina d’anni.

Home run in versi

Home run di Liddi a Novara!- Avete capito bene, proprio Liddi. La partita è Novara-Sanremo del 9 maggio 1971, esordio ufficiale della squadra novarese in serie C. Il pronostico è decisamente per gli ospiti, la cui società fu fondata nel 1952, proprio l’anno di nascita del Liddi cui ci riferiamo, Agostino, che diventerà padre dell’Alex che oggi ben conosciamo. Agostino Liddi, ricevitore 19enne, giunse con la sua squadra al Centro Sociale e se ne andò, pur sconfitto, dopo aver firmato uno dei rari home run messi a segno su quel campo.

Home run di Liddi

I ruolini della gara in cui Liddi e i suoi – un po’ a sorpresa – persero a Novara per 8 a 10 (bravi noi), sono stati ritrovati. Anche questa è stata una sorpresa. Si possono così vedere  le prestazioni dei nostri e non solo quelle di Liddi senior.

Home run di Liddi.

 

15 marzo 2015
by Redazione
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Almanacco 14 marzo. Rinaldo “Rugger” Ardizzoia, un oleggese in Major League già nel 1947 ed il più vecchio Yankee vivente.

Questo  sì che è un bel “contest”: ma….siamo proprio sicuri che il primo “nato in Italia”, e quindi “Italian Born Baseball Player” a giocare in Major League sia stato Alex Liddi? E non Rinaldo “Rugger” Ardizzoia? nel 1947?

La storia ci dice che nemmeno Ardizzoia è il primo “nato in Italia” ad aver giocato in Major League. Prima di lui  Louis Federico Polli , nato a Baveno in provincia di Novara nel 1911,  poi Giulio Bonetti (nato a Vado Ligure , provincia di Savona, nel 1911) , Marino Pieretti (nato a Lucca nel 1920) .

Perbacco,  la provincia di Novara è ottimamente rappresentata, come è possibile constatare.

Si pone la domanda un serio appassionato cultore degli Yankees, domandandosi chi sia ad oggi il più vecchio giocatore vivente ad aven indossato la casacca dei Bronx Bombers (Link). E questi è Rinaldo “Rugger” Ardizzoia. Leggete l’interessantissimo articolo al link proposto.

Ma c’è anche un altro articolo della rivista Society for American Baseball Research che intendiamo sottoporre alla vostra attenzione (Leggi articolo)

Nel 2012 , in occasione della festa dello sport di Oleggio, cittadina in provincia di Novara , l’Amministrazione locale ricordò come si deve  la figura del concittadino Rinaldo “Rugger” Ardizoia, uno dei pionieri del baseball italiano negli States, per il quale fu confezionata un’interessante pubblicazione, intitolata “Rinaldo Rugger Ardizoia, un oleggese alla corte dei New York Yankees” che ne ripercorre le gesta.

La storia di Ardizoia, nato proprio a Oleggio il 20 novembre 1919, figlio di papà Carlo e mamma Annunziata Mossina, è avventurosa e si intreccia con quella di molti italiani emigrati in cerca di fortuna tra la prima e la seconda guerra mondiale.

La famiglia si stabilisce a San Francisco ed è in quel contesto che si sviluppa, dopo molte peripezie, la carriera di Rugger. Quindici anni di onorato servizio, dal 1937 al 1952, con lo spiacevole intermezzo della guerra nel corso della quale, tuttavia, il ragazzo venuto da Oleggio ebbe l’onore di vestire la maglia del settimo USAAF insieme al “mitico” Joe Di Maggio, una formazione che disputava delle partite di esibizione per risollevare il morale delle truppe e intrattenerle durante l’aspro conflitto bellico.

Gran parte del suo peregrinare nelle leghe professionistiche lo svolse tra triplo e doppio A in Pacific Coast League, American Association e Texas League con 4 stagioni a Hollywood, 2 a Seattle, Kansas City e Dallas, ma la soddisfazione più grande la ebbe nel 1946 quando, seppur per una sola partita in aprile e come rilievo, vestì la maglia dei titolatissimi New York Yankees, che quell’anno si imposero nel massimo campionato professionistico.

Come detto, nel 1952 la sua carriera terminò e da allora la vita di Rugger si dipanò nella normale routine del lavoro come magazziniere, autista e venditore. E’ datato 1970 l’anno del suo unico ritorno in Italia per vedere la casa dei suoi genitori, ma i suoi concittadini e il mondo del baseball hanno voluto rendergli onore.

Dalla sua amata California, l’ultranovantenne Rugger, diventato nel frattempo membro della Hall of Fame dell’Università di San Francisco, sentitamente ringrazia.