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6 gennaio 2015
by Redazione
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E’ ufficiale, Pedro Martinez è nella Hall of Fame. Almanacco 7 gennaio. Nasce il prima base Johnny Mize

I cuori della Red Sox Nation erano in trepidazione, ma la mail dei Red Sox della tarda serata di domenica ha confermato la notizia: Pedro Martinez è introdotto nella Hall of Fame

Sul nostro sito avete frequentemente letto di lui perchè pochi, negli ultimi venticinque anni, sono stati dominanti “in carriera” quanto lui: Clemens, Maddux, Randy Johnson, John Smoltz  tra i partenti e Mariano Rivera tra i rilievi.

Questo è il filmato diramato via mail  alla Red Sox Nation (VIDEO)

Oggi l’Almanacco del sito novarabaseball.it ricorda la nascita del prima base Johnny Mize, nato a Demorest (Georgia) nel 1913. Mancino, giocò in prima base per Cardinals e Giants, guidando la National League per 4 volte nella classifica dei fuoricampo.

 

Il totale in carriera fu di 359 homeruns, nonostante il servizio militare negli anni 1943-44-45,  con una media battuta vita di .312. Johnny Mize ha concluso la carriera con la maglia dei New York Yankees giocando in cinque consecutive World Series dal 1949 al 1953, battendo tre homers nella World Series del 1952. Il risultato fu eccezionale: cinque vittorie consecutive . Nel 1949 NY Yankees – Brooklyn Dodgers 4-1 ; nel 1950 NY Yankees – Philadelphia Phillies 4-0 ; nel 1951 NY Yankees – NY Giants 4-2 ; nel 1952 NY Yankees – Brooklyn Dodgers 4-3  e infine nel 1953 NY Yankees – Brooklyn Dodgers 4-2. Un breve filmato di Johnny Mize in campo (Video) 

6 gennaio 2015
by Redazione
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Almanacco 6 gennaio: Early Wynn, grandissimo sul mound e bravo nel box di battuta.

Oggi il sito novarabaseball.it ricorda il profilo di Early Wynn, lanciatore destro nato come oggi  ad Hartford nel 1920.

 Quando in campo c’era il tarchiato  Gus (vero nome del lanciatore) ogni incontro diveniva una battaglia. La sua carriera è durata per 23 anni e 300 vittorie indossando le casacche di Washington, Cleveland (ove assieme a Feller e garcia ha costituito una delle migliori rotazioni di sempre) e Chicago White Sox. In cinque occasioni vinse più di venti partite a stagione. Vinse il Cy Young Award nel 1959 all’età di 39 anni quando il suo record di 22-10 contribuì immensamente alla vittoria del pennant per i White Sox,

 Le World Series del 1959 (Video 1 ) (Video 2)  furono poi vinte dal Los Angeles Dodgers per 4-2. Una curiosità da quella edizione: il record di pubblico, che significa 420.784 spettatori totali  con le tre  partite giocate al Coliseum di LA con rispettivamente 92.394 , 92.650 e 92.706 spettatori ! E’ nella Hall of Fame dal 1972. Wynn era uno che se la cavava anche con la mazza. Era switch hitter ed ha chiuso con una media vita battuta di .214 (365 valide di cui 59 doppi, 5 tripli e 17 homeruns) .285 di percentuale arrivo in base, 52 bunt di sacrificio e 4 volate di sacrificio.

5 gennaio 2015
by Redazione
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Addio a Pino Daniele, Artista. Almanacco 5 gennaio: The Bullpen Gospels, tutti i segreti della vita nelle Minors League.

La notizia è della notte, è brutta ma è questa. E’ mancato Pino Daniele, Artista.

Il vostro almanacchista lo ricorda, giovane quasi diciassettenne accompagnato dal proprio padre a San Siro, “dispalla” al concerto di Bob Marley del 27 giugno 1980.  I ragazzi che ascoltavano le “radio libere” già lo conoscevano, altri un pò meno ma quel giorno ne compresero appieno la stoffa musicale messa di fronte alla prova più difficile, quella  del grande pubblico.

Sali in palco dopo il bluesman Roberto Ciotti: qualcuno con dispregio lo attendeva col suo “funky napoletano”  ma in quella occasione, anche  il pubblico più diffidente o prevenuto apprezzò il “suo” funky suonato da una band eccezionale (forse la miglior band mai messa in piedi in Italia)  e la “sua” cifra artistica complessiva; poi fischiò, anzi contestò sino a “protestare” la Average White Band che mollò la scena.

Ascoltiamolo con “Io per lei” (VIDEO) : “

Io per lei
Ho due occhi da bambino
Se sei tu il mio destino
Allora portami via
Io per lei
Ho deciso di cambiare
Di smettere di rovinare
Sempre tutto per colpa della solitudine
La solitudine

Poi c’è l’Almanacco del giorno 05 gennaio .The Bullpen Gospels ovvero “I vangeli del bullpen” è il titolo del libro scritto da Dirk Hayhurst, edito nel 2010 da Citadel Press e reperibile su internet in lingua inglese. Hayhurst ha passato in lungo e in largo tutta la struttura delle minors dei San Diego Padres, sino a brevi periodi in Major League: fatiche, illusioni e disillusioni, mancanze affettive e materiali, delusioni più che gioie, la speranza che non viene mai meno, il rapporto con compagni di ogni tipo , la goliardia dello spogliatoio.

The Bullpen Gospels: Major League Dreams of a Minor League Veteran

Ma il passaggio “perfetto” l’architrave del libro è tra pagina 140 e 141, ove Hayhurst parla di una intervista radiofonica di routine prestagionale e della sua reazione interiore alla domanda :”Quali sono i tuoi propositi per la stagione?” era la domanda. Traduciamo dal libro. “Non volevo mentire, così non volevo rispondere…. Avevo perso fiducia nel gioco, fiducia in me stesso e mi sentivo incatenato a qualcosa di cui non mi importava più. Tutto mi faceva vergognare. Ero stanco di essere una statistica, una cattiva statistica, e non volevo essere ricordato per quello che avevo già fatto. Vendi la tua anima a questo gioco e lui , per andare avanti, non ti dà altro che la promessa di una possibilità. Noi la inseguiamo, come asini la carota finchè non siamo esposti per arrivare a dove? Agli dei dell’intrattenimento. A chi importa cosa succederà questa stagione…….Questo è un duro mondo di affari, nascosto dietro candeline e desserts. Ero stanco di essere un oggetto e un dessert, di dover ringraziare gente solo per l’opportunità che mi davano…. Stavo per finire dimenticato nelle pieghe di una città di minor league. Questa rabbia e il disgusto stavano per uscire e non mi importava cosa sarebbe successo. Ero già un perdente, cosa poteva succedere di peggio. Rimandatemi nel mio praticello dei sogni infranti, troverò qualcos’altro da fare se proprio devo. Ero un competitore battuto e credetemi, avevo poche cose da dire….. Tutte le emozione della mia battaglia privata col gioco arrotolarono la mia lingua …. Sentii una epifania….Il microfono dell’uomo della radio ballava davanti alla mia bocca.Allora, Dirk, cosa pensi?” mi chiese  nuovamente. “Mi sento molto ottimista”  risposi, e per la prima volta da molto tempo mi sentivo davvero così.” Dirk Hayhust ha scritto un secondo libro, nel 2012 : “Out of my league. A Rookie’s survival in the bigs” Alcuni simpatici filmati originali dell’esperienza di Dirk Hayhurst nelle minors:

La tarantola nel bullpen in Texas (Video)

Lo scooter nello spogliatoio (Video)

 

4 gennaio 2015
by Redazione
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Almanacco 4 gennaio: Bull Durham e la vita di Minor League

Buona domenica a tutti .

Il riconoscimento di miglior film sul baseball è da molti attribuito al BULL DURHAM , la prima delle tre pellicole dedicata al gioco del batti e corri  da  Kevin Kostner, nel 1988. La storia la conoscete tutti, ma nella sua essenza rappresenta il nocciolo del baseball giocato nelle Minor Leagues coi suoi viaggi in bus ed i campi di provincia (anche se oggi certi campi di triplo A- andate a vedere lo stadio Autozone Park dei Memphis Redbirds, triplo A dei Cardinals (Video)     ,  nulla hanno da invidiare alle leghe regine) , l’affetto del pubblico verso i giocatori, le storie di spogliatoio e le mille vicende umane di chi se ne va e di chi arriva in squadra. Crash Davis e Luke “Nuke” Laloosh….. che storia.

Dal punto di vista dei “libri” dedicati alla esperienza di Minor League il capolavoro è “The bullpen Gospels” scritto da Dirk Hayhurst, il lanciatore che avrebbe dovuto lanciare nella stagione 2012 a Nettuno, salvo preferire un incarico di commentatore televisivo a pochi giorni dall’inizio del campionato di IBL. Vabbè, il libro è meglio, ma ne parliamo domani. Intanto tre scene divertenti  (delle mille possibili) dal film. Sono in lingua originale: credo conosciamo tutti a memoria la recitazione in lingua italiana, proviamo ad apprezzare quelle degli attori in madre lingua.

I beg… I’m a nice guy….. Scare’em! … You’re Lollygags! Baseball is a simple game: you throw the ball, you catch the ball, you hit the ball … You got it?  (Video)

Clichè for Major League Players……. Never fuck in a winning streak.(Video)

In occasione della scena del rifiuto di Laloosh di tirare una curva con la risposta “I wanna throw my heath” Crash Davis comunica al suo lanciatore stupito che avessero potuto colpire cotanta palla veloce … ” He did know, I told him”  (Video)

3 gennaio 2015
by Redazione
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Almanacco 3 gennaio. E’ il 1973 e George Steinbrenner acquista gli Yankees.

Oggi 3 gennaio il sito novarabaseball.it ricorda che un gruppo di investitori guidato dal costruttore navale George Steinbrenner (a destra nella foto, con le braccia conserte), acquistò i New York Yankees per la somma di 10 milioni di dollari. Era il 3 gennaio 1973 e ricorrono 42 anni oggi da quel fatto.

Da quel giorno George Steinbrenner è rimasto proprietario degli  Yankees per 37 anni e sotto la sua rigida conduzione (Steinbrenner era soprannominato “The Boss”) gli Yankees hanno vinto per 8 volte le World Series (1976, 1977, 1978, 1996, 1998, 1999, 2000 e 2009) perdendole in tre occasioni (1981, 2001 e 2003) . Steinbrenner era nato il  4 di luglio 1930 originario dell’Ohio , ed è scomparso il  13 luglio 2010, giorno dell’All Star Game.

 

Duro uomo d’affari, dicevamo, ma che dire di questo spot per VISA girato assieme a Derek Jeter nel 2003, ironicamente riferito alla reprimenda che Steinbrenner  aveva rivolto a Jeter nel 2002 (“He’s not totally focused on baseball”) per essere rimasto ad una festa di compleanno sino alle 3 del mattino : “Tu sei l’interbase titolare come puoi ragionevolmente permetterti di andare a ballare due sere, cenare fuori due volte e “cazzeggiare” coi tuoi amici tre sere alla settimana?” …. guardare per ridere (Video)