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03/12/2016
by ssd novara
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Fans dall’Italia e dal Mondo

Alcune manifestazioni di tifo ed affetto alla società gaudenziana.

Toscana

Toscana – Italia

Buenos Aires - Argentina

Buenos Aires – Argentina

Bergamo - Italia

Bergamo – Italia

Novara - Italia

Novara – Italia

 

02/12/2016
by ssd novara
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Jordi Pizzorni il nuovo arrivo per rinforzare gli esterni

Intanto Dobboletta e Bassani resteranno a Novara per un’altra stagione

La voce girava già da qualche settimana, ma solo oggi si è avuta l’ufficialità del ritorno di Jordi Pizzorni in maglia novarese: il venticinquenne esterno piemontese, che aveva militato qualche stagione or sono nelle fila del club di via Patti (aggiudicandosi con esso peraltro anche la Coppa Italia), nelle ultime due annate aveva giocato in IBL con le casacche dei Knights Godo e della Tommasin Padova, ottenendo discreti numeri. In particolar modo le statistiche dell’anno scorso parlano di un giocatore affidabile in difesa (nessun errore commesso su 27 giocate) e discreto nel box di battuta con una media offensiva di 222, con 12 valide su 54 turni (due doppi).
Con gli arrivi di Pizzorni e di Loardi la batteria degli esterni per la squadra piemontese si integra ulteriormente: è stata infatti confermata anche la permanenza di Lorenzo Dobboletta in maglia novarese per il 2017. Per il promettente atleta bolognese, che nel corso della sua prima stagione in Piemonte aveva fatto vedere ottime cose prima dello sfortunato infortunio all’avambraccio che l’aveva costretto a chiudere anticipatamente l’anno, è arrivata la conferma del prestito dalla Fortitudo Bologna e, ad accompagnarlo in questa avventura, ci sarà ancora Alex Bassani, l’anno scorso assoluto punto di forza della squadra sia in attacco che sul monte di lancio.
I due giovani atleti di scuola fortitudina sono tra l’altro già giunti in città da qualche giorno: causa la temporanea assenza del referente del settore giovanile Richard Macias, tanto Dobboletta che Bassani stanno infatti collaborando nella gestione tecnica delle nuove leve del Baseball Novara, impegnato in questo periodo con ben due formazioni nella disputa del torneo ragazzi della Western League, un’esperienza nuova e stimolante tanto per i formatori che per i giovani da loro seguiti.


Nelle foto, Pizzorni con la maglia del Padova, Bassani e Dobboletta

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30/11/2016
by ssd novara
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Western League: Baseball Novara imbattuto a Seveso

Sta prendendo connotati sempre più precisi la classifica della Western League, il torneo di baseball giovanile a carattere interregionale giocato al coperto e che coinvolge il settore ragazzi. Boves, che si trova al comando con 7 vittorie su 8 match disputati, Rho, Novara (terza con 7 affermazioni e 3 pareggi su 12 partite), i campioni in carica del Cabs Seveso e Vercelli sembrano le squadre più accreditate per combattere sino in fondo per la conquista dell’ambito trofeo.
Non appaiono definitivamente distanziate nemmeno altre formazioni, come le due di Avigliana (quella completamente femminile delle Girls e le Bees), Settimo, Grizzlies Torino e Castellamonte, anche se, negli scontri diretti effettuati nei vari concentramenti, hanno subito qualche battuta d’arresto di troppo, mentre Aosta, Milano 1946, Fossano e le altre due formazioni novaresi del Porta Mortara e dei Novara Rookies (il secondo team del Baseball Novara, composto esclusivamente da esordienti) cercheranno a tutti i costi di rendere dura la vita alle favorite sperando di ritornare in lizza per piazzamenti di prestigio. La Loggia, Cairese e Rebels Avigliana non sono invece ancora scese in campo.
Nell’ultima prova disputatasi a Seveso lo scorso weekend, i Guerrieri del Baseball Novara hanno conquistato due vittorie e due pareggi, uscendo così imbattuti dal campo della squadra che l’anno scorso si era aggiudicata la competizione.
Prima della pausa natalizia sono ancora previsti due appuntamenti, uno a Vercelli l’11 dicembre e l’altro ad Aosta il 18 dicembre. Dal 15 gennaio sino al 5 marzo è poi previsto un tour del force con ben 15 tappe che preluderanno alle finali del 12 marzo in calendario a Vercelli, con due concentramenti, e Casalbeltrame, con uno solo.

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15/11/2016
by ssd novara
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Ci ha lasciato Roberto Buganè, promotore e custode della storia del baseball italiano

di Paolo Bossi e Beppe Guilizzoni
Per lui la storia dello sport era un valore. Nessuno più di Buganè poteva meritare l’appellativo di “memoria storica” del nostro movimento a livello nazionale. Aveva 78 anni. Bolognese di nascita e romano di adozione, fu giocatore (nella San Saba), dirigente e tecnico. Nel 1976 si pose alla testa di un gruppo (ne facevano parte anche Gianni Sbarra, Guido Pellacini e il nostro Beppe Guilizzoni) che costituì la prima ossatura del CNT, Comitato nazionale tecnici. I suoi impegni di lavoro e di famiglia erano certo prioritari in quegli anni, ma non smise mai di amare il baseball. Tanto che nel 2003, quando il presidente federale Fraccari pensò a una Hall of Fame italiana, la scelta di chi doveva  costruirla e organizzarla (divenne operativa dal 2005) cadde su di lui. Per inciso: a far parte della commissione ristretta per l’induzione sarebbe poi stato chiamato il novarese Guilizzoni, che tuttoggi riveste questo ruolo.  Buganè stesso, una volta lasciato il suo incarico, fu indotto nella Hall of Fame nel 2014.

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Buganè era ricercatore instancabile, archivista meticoloso, appassionato perfezionista in ogni suo atto. Il Museo Virtuale della Fibs sta lì in rete a dimostrarlo, come frutto di ricerche su base mondiale. Non basta, perché Buganè (socio attivo della Società italiana di storia sportiva) allestì anche un sito in appoggio al Museo, denominato “L’archivista del baseball e del softball”, dove liberare tutta la sua fame di storia, di miti e leggende, pubblicando spezzoni di agonismo e stralci di rarità scritte, ritratti di personaggi, immagini di eventi e di cimeli, un’imponente raccolta di nomi di atleti e società e una marea di documenti inediti (trova posto anche il Baseball Novara).  Il tutto su base volontaria, convinto che la storia di ieri fosse la base per il domani.
Roberto, nei rapporti personali, dimostrava gentilezza e disponibilità incondizionate. Sapendo del mio interesse ad approfondire i primordi novaresi e non solo, si dichiarò – sin dal Galà dei Diamanti 2014 – pronto a collaborare, prima per corrispondenza e poi di persona in federazione. Tirò fuori documenti essenziali (facendone scansioni a casa sua), dall’atto costitutivo con le firme autografe allo statuto originario. E altro ancora. Ma per i cartellini no, bisognava proprio scendere nelle “segrete” sotterranee della Fibs, dove lui aveva organizzato – in mesi e anni –  la rigorosa sistemazione di ben 40 mila tessere!  Dal 1951 alla metà degli anni ’80. Dunque dovevo esserci anch’io, per gestire al meglio il tempo a disposizione.

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Faceva freddino quel giorno di fine marzo del 2015 e Roberto ci salutò calorosamente in viale Tiziano (c’era anche Lia) aggiungendo sommessamente “è un po’ che non sto bene, i medici non riescono a capirne le ragioni”. Qualche giorno prima, via email, si era raccomandato: “il magazzino non è molto accogliente, potrebbe essere freddo, vieni ben coperto”. La mia ricerca fu un successo e lui, gentilmente, pensò anche di fotografare la mia soddisfazione, inviandomi successivamente lo scatto (che non vi propongo). La nostra “missione compiuta” in mezzo alle vecchie e utili carte fu per lui una gioia.
Un mese dopo, nell’aprile 2015, certo di catturare la sua attenzione, gli comunicai che stavo facendo ricerche su Charles Poletti, colonnello italo-americano originario del novarese, governatore nel nord Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale e promotore del baseball. In risposta, prima ringraziando, mi informò poi che era stata individuata – purtroppo – la ragione dei suoi malesseri e che la terapia era già in corso. Ma subito dopo esortò: “continua le ricerche su Poletti, mi farà molto piacere conoscere i risultati”.
Successivamente venne la stupenda mostra di Cuggiono, dedicata a Yogi Berra e anche alle origini del baseball in Italia: lui la predispose ma non potè essere presente, incaricando Marco Landi. La scomparsa di due suoi grandi amici come Giulio Glorioso e Gianni Sbarra lo addolorò e gradì il ricordo che ne fece il Baseball Novara.
Nell’ agosto di quest’anno, pensando alle imminenti celebrazioni del 50° del Novara, gli chiesi della possibilità di riallestire a Novara, nel 2017, la stessa educativa rassegna di Cuggiono. “Una mostra a Novara è un’idea che merita di essere esaminata”, osservò. “Io purtroppo non me ne potrò interessare ma trasferirò la proposta alla persona giusta”. Una mia curiosa mail di fine settembre su Max Ott, padre del baseball italiano e oggetto di tante attenzioni da parte di Buganè, poteva essere una chicca per il suo contenuto. Probabilmente Roberto non aveva più le forze per rispondere, ma so che l’avrà gradita.

Paolo Bossi

Adesso Roberto se n’è andato . Fra un paio di settimane ci saranno le elezioni e il grande augurio, e raccomandazione , che si possa fare a chi sarà eletto è di proseguire il meticoloso lavoro da lui impostato.   Nell’ Italia sportiva non c’è molta cultura per la propria storia: argomenti  come quello della Hall of Fame, ad esempio, stentano ad entrare nella nostra attenzione quotidiana.
Ma noi abbiamo avuto la fortuna ed il privilegio di avere tra i nostri Roberto Buganè. Il miglior omaggio che si possa fargli, al di là delle parole e delle celebrazioni di rito, sarà quello di continuare la sua opera con lo stesso amore e la stessa meticolosità. Non c’è oggi né domani senza ieri.
Ciao Roberto,
Beppe

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